Studiamo con gli hashtag

Studiamo con gli hashtag

Chi di voi non sa cosa sia un hashtag? O meglio, probabilmente in molti si divertono a usarli sui social, nei commenti fatti alle foto o ai post. Pochi però hanno riflettuto sul vero significato di un hashtag.

La parola “hashtag” deriva dall’inglese “hash”, cioè “cancelletto”( #) e “tag”, ovvero “etichetta”. 

Il termine è poi diventato popolare con la diffusione di Twitter, che ha iniziato a usare questo sistema per indicizzare gli argomenti e raggrupparli per “tema”.

L’obiettivo di questo strumento, usato oggi nei social, è quello di agevolare l’utente nella ricerca di un argomento di suo interesse.

Facciamo un esempio.  Se un utente è appassionato di cucina, gli basterà digitare #food, #ricette, #primipiatti e simili, per poter vedere dei contenuti relativi a cibo, alimentazione, ricette.

Arriviamo al dunque, infondo io mi occupo di didattica e apprendimento, mica di marketing strategies o simili. Perché, allora, parlarne?

Ma perché usare gli hashtag  altro non è che usare delle parole chiave, le famigerate parole chiave che tutti studenti cercano e quasi nessuno sa trovare!

Durante un percorso di metodo di studio è inevitabile, a un certo punto, arrivare alle keywords, le parole chiave. Quando provo a sondare il terreno e a chiedere agli allievi che cosa siano, non sanno andare oltre al: “Beh le cose più importanti” o il “Beh, quelle in grassetto” (cosa, quest’ultima, non sempre vera!).

Ok a questo punto mi si presenta un bivio. Percorrere la strada più lunga e quindi lavorare sulla capacità di astrazione e preparare un lavoro più strutturato (comunque  sempre necessario in alcuni casi) o, se ho davanti un adolescente…tirare fuori il cellulare e andare su… Instagram.

Già, usiamo il cellulare e andiamo a spulciare post, commenti e hashtag e da lì parte la nostra riflessione. Perché non sfruttare la (ormai quasi naturale) propensione ai social dei ragazzi? 

Ormai quasi tutti, dalla più tenera età in su, sono esposti ai social. Gli adolescenti usano hashtag quotidianamente e  vi dirò di più: sono anche bravi!

Tutto era partito dallo schizzo di un momento. Uno studente si affannava con scarso successo e ad un certo punto gli ho chiesto: “ Se dovessi postare questo contenuto su instagram, che hashtag useresti?”.  Beh…che ve lo dico a fare. Gli occhi gli si sono illuminati e con fare divertito ha riconsiderato il tutto con maggiore motivazione e anche risultato. 

A questo punto, vi chiederete a cosa serva questo passaggio.

Se provate, noterete che dopo la ricerca accurata degli hashtag da usare nello studio di un determinato argomento, i vostri figli, alunni, allievi avranno già compreso e in parte memorizzato i contenuti.  E’ proprio nel momento in cui ci sforziamo di attribuire l’etichetta che il nostro cervello lavora attivamente, fa lo sforzo di rielaborare le informazioni che stiamo leggendo e le trattiene.

Allo studente sarà quindi sufficiente rileggere gli hashtag che LUI ha pensato, per richiamare alla mente dei concetti appresi.

 

Quindi è così semplice?

Il fatto che tutti li usino non vuol dire che TUTTI siano bravi a usare gli hashtag..

Il rischio che si corre maggiormente è che vengano usate delle parole troppo generiche che non permettono di circoscrivere abbastanza ciò che dobbiamo imparare,  o anche ambigue, e quindi inefficaci nel richiamare un concetto.

Molto spesso il concetto di “parola chiave” risulta loro troppo astratto per poter essere  accessibile. Il vantaggio del far utilizzare gli hashtag nello studio, quindi, è che gli studenti capiscano e si approccino alle parole chiave con maggiore facilità e, soprattutto, curiosità.

Anna Costanzino