MAPPE MENTALI E MAPPE CONCETTUALI. QUAL È LA DIFFERENZA?

MAPPE MENTALI E MAPPE CONCETTUALI. QUAL È LA DIFFERENZA?

Generalmente c’è molta confusione quando si parla di mappe mentali e mappe concettuali. Spesso  vengono usate senza consapevolezza in merito al loro utilizzo.

Da alcuni vengono confuse con l’intero metodo di studio; altri non conoscono bene i loro utilizzi e in quale caso sia meglio usare una mappa mentale piuttosto che concettuale. O ancora si pensa che basti disegnare dei rettangoli e usare qualche colore qui e là per costruirle. 

Chiariamo qualche punto. 

La prima premessa importante per sfatare i falsi miti e i falsi guru dello studio è che le mappe sono innanzitutto STRUMENTI che aiutano lo studio e NON SONO IL METODO DI STUDIO. Quest’ultimo è molto articolato, è costituito di vari momenti (che qui non approfondirò), di un insieme di abitudini e di un atteggiamento ben preciso verso lo studio. Le mappe, invece, sono degli strumenti finalizzati ad ALCUNE delle fasi dell’intero processo di studio. Per fare un esempio, sarebbero paragonabili ad una macchina da cucire: se intendete confezionare un vestito, sicuramente vi farà risparmiare un sacco di tempo a differenza dell’ago e filo e il cucito a mano. 

Quando si costruiscono le mappe? 

La stesura di una mappa avviene, generalmente, dopo la fase della lettura analitica, ovvero la lettura profonda che ci permette di calarci nell’argomento e comprenderlo.

Passiamo adesso alle differenze tra le mappe.

Le mappe mentali e le mappe concettuali sono due strumenti di rappresentazione molto diversi tra loro. Partiamo dalle seconde.

Le mappe concettuali hanno come obiettivo principale la  FACILITAZIONE DELLA COMPRENSIONE di un testo poiché rappresentano dei concetti e le relazioni che intercorrono tra questi. A livello visivo si presentano sempre molto simili tra loro: i concetti principali sono racchiusi generalmente in rettangoli collegati tramite l’ausilio di frecce direzionali. Generalmente, le mappe concettuali sono quelle che si trovano alla fine del capitolo di un libro. Hanno come vantaggio principale quello di aiutare la comprensione perché evidenziano già le informazioni principali.

In quali casi vanno bene le mappe concettuali?

Esse sono consigliate quindi quando un testo è complesso o abbiamo necessità di mettere a fuoco dei concetti. Sono indicate anche  se uno studente ha difficoltà nella comprensione del testo o difficoltà nel processo di decodifica di questo (dislessia). Sono, però, sconsigliate a chi ha difficoltà nella memorizzazione poiché, spesso, da un rettangolo possono partire più frecce verso altri concetti e il percorso da seguire nella lettura  può qualche volta non essere così immediato.

Le mappe mentali, invece, rappresentano i concetti in modo più ...creativo! Vengono costruite a partire da un nucleo centrale dal quale partono diversi rami e sottorami che, a differenza delle mappe concettuali, danno anche l’idea della gerarchia dei concetti e del percorso da seguire.

Le mappe mentali sfruttano le caratteristiche della nostra memoria, che apprende per associazioni e per immagini, pertanto la componente grafica e creativa ha un’enorme importanza nella costruzione di queste. Per costruirle servono  sì COLORI, IMMAGINI, ma anche delle precise regole grafiche che vanno dalla disposizione del foglio a quella dei rami, all’uso degli stessi colori. Oltre a ciò è importante un sapiente utilizzo delle parole chiave che, sui rami, accompagnano le immagini e servono a richiamare i concetti. 

In quali casi vanno bene le mappe mentali?

La mappe mentali hanno come vantaggio il loro vasto impiego: prendere appunti, fare una lista di cose da fare e molto altro. Hanno come obiettivo quello di rievocare dei concetti attraverso parole chiave e immagini, quindi hanno come  UNICO SCOPO la MEMORIZZAZIONE .

Se usate per lo studio, sono  indicate solo dopo l'avvenuta comprensione di ciò che dobbiamo studiare(anche tramite l'ausilio di una mappa concettuale in caso di difficoltà specifiche)e  l'individuazione dei concetti chiave.

Pensare di ricondurre l’intera fase dello studio a una sua piccola parte e cioè la memorizzazione o la comprensione è molto riduttivo, ma se utilizziamo gli strumenti giusti, sicuramente ne trarremo vantaggio di termini di tempo ed efficacia.